di Alberto Pasi - 15 febbraio 2019

Motociclismo d'Epoca di marzo 2019 è in edicola

In copertina la R 75/5, modello della svolta per BMW. Questo mese proponiamo tre sportive di epoche diverse; si inizia con la storia delle Mondial 175 per passare alle Kawasaki 250 Mach I e 350 Mach II e alla Yamaha FZR 750 R 0W-O1. Su questo fascicolo sono proposti anche due articoli relativi agli Trenta. Infine, 70 anni fa la prima edizione del Motomondiale
In copertina: la R 75/5 è il modello della svolta per la BMW che nel 1969 sta seriamente pensando di uscire dal settore moto. Ma la nuova 750 cc rappresenta il classico colpo d’ala, il modello del rilancio, e il suo successo consente alla Casa tedesca di affrontare nel modo giusto gli anni Settanta, approfittando della nuova vitalità del mercato delle maxi moto. Per molti appassionati questa è una delle BMW d’eccellenza, uno dei modelli più interessanti da avere nel proprio box. Così questo mese le abbiamo dedicato una approfondita guida all’acquisto, scrivendo di pregi e difetti, guardando la situazione ricambi e ascoltando i consigli di un esperto restauratore BMW.
Per la parte della rivista dedicata alle moto di produzione, questo mese proponiamo tre sportive di epoche diverse. Si inizia con la storia delle Mondial 175 che debuttano alla fine del 1956. Dotate di un robusto motore monocilindrico ad aste e bilancieri sono proposte in più allestimenti e la punta di diamante è rappresentata dalla Super Sprint con cambio a 5 rapporti.

Seguono due giapponesi di grande fascino che però in Italia non si sono praticamente mai viste, perché soggette a contingentamento. Si tratte delle Kawasaki 250 Mach I e 350 Mach II introdotte nel 1971 ed entrambe dotate del motore tre cilindri a due tempi, dunque di schema eguale alla 500 Mach III che aveva giusto debuttato due anni prima. Fascino e prestazioni elevate, dunque, anche per questi due modelli che ottengono un ottimo gradimento, anche negli USA.

La terza moto arriva alla fine del 1989 ed è la Yamaha FZR 750 R 0W-O1, la prima race replica della Casa di Iwata. Un capolavoro di tecnologia con telaio Deltabox in alluminio e motore quattro cilindri da oltre 120 CV. Nonostante il gran potenziale, le sfugge però la consacrazione, ovvero la vittoria nel Mondiale Superbike.
Su questo fascicolo sono proposti anche due articoli relativi agli Trenta. Il primo riguarda le moto militari italiane utilizzate nel 1935-1936 in Africa orientale nella campagna per la conquista dell’Etiopia, il secondo tratta di due moto da corsa realizzate dalla Moto Guzzi e dalla Bianchi. Sono due 500 cc a quattro cilindri che tuttavia non sono mai scese in pista per problemi tecnici e per l’imminenza del conflitto mondiale.
Infine, 70 anni fa la prima edizione del Motomondiale.
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