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11 April 2023

Hans-Joachim Meier Torpedo concept bike

Presentata nel 1987 dal neo ingegnere tedesco Hans-Joachim Meier come tesi di laurea, questa concept-bike con il 4 cilindri BMW della serie K potrebbe essere considerata la progenitrice dei maxi-scooter arrivati vent'anno dopo

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Difficile creare qualcosa di veramente nuovo quando si tratta di dare vita ad una concept-bike. Anche le più futuristiche degli anni Ottanta, come la Yamaha Morpho e la Suzuki Falcorustyco, conservavano delle forme, o quantomeno delle parvenze, motociclistiche tradizionali. La Torpedo invece - realizzata nel 1987 dal neoingegnere tedesco Hans-Joachim Meier ed argomento della sua tesi di laurea – si affrancava da questi canoni soprattutto per l’inconsueta posizione in sella del guidatore, che se vogliamo anticipa di vent’anni quella dei maxi-scooter arrivati nel nuovo millennio. Realizzata attorno al quattro cilindri BMW della serie K, qui avente funzione portante dato che il telaio è assente, l’idea della Torpedo era quella di abbassare il più possibile il baricentro dell’insieme pilota-moto per ottenere quattro vantaggi: più maneggevolezza, miglior stabilità, maggior precisione di guida ed elevato comfort di marcia. Posteriormente veniva mantenuto il monobraccio della K 100 modificato nel leveraggio e nella posizione del monoammortizzatore. All’anteriore invece era stata montata una sospensione a quadrilatero deformabile di ispirazione automobilistica, con sterzo nel mozzo e comando indiretto tramite leve ed attuatori idraulici. Una monoscocca in materiale plastico, dalla quale spuntavano attraverso due feritoie i semimanubri “rovesciati”, inglobava il serbatoio del carburante, il cupolino e la seduta della sella. Esercizio stilistico fine a sé stesso, la Torpedo non ha mai percorso un metro. Lo testimonia il fatto che le poche immagini scattate all’epoca la mostrano sempre priva di qualsiasi tipo di comando a pedale.

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